E se la giovane fosse lei?

Corpi del reato: Brigitte Trogneaux, anni 64, ed Emmanuel Macron, 39, candidato alle presidenziali francesi. La professoressa di letteratura del giovane “Manu”, come lo chiama lei, condivide l’ascesa politica del marito da ben dieci anni, ne è in qualche modo la stratega, attenta ad ogni parola che possa danneggiare l’immagine privata e pubblica di lui. Tutto inizia quando Emmanuel  ha 17 anni, un amore immaturo, come ne nascono tanti sui banchi di scuola, che proietta su di una figura autorevole forse un bisogno di sintonizzare il piano di un discorso su di un livello costruttivo, cerebrale, entusiasmante. Sarebbe un clichè, l’amore per un docente ai tempi del liceo, quando i due si ritrovano molti anni dopo, lei con figli e matrimonio alle spalle, per non lasciarsi più. Da lì all’Eliseo subito il passo della Fama (…) della quale nessun altro male è più veloce: vive di moto e, andando, acquista forze, prima piccola per timore, presto si alza nel cielo, avanza sulla terra. Lei allora riempiva la gente di vari discorsi godendo e narrando fatti accaduti e mai avvenuti. (Virgilio, Aen., IV, 173 - 190). Un attacco silenzioso e talora manipolatorio, che genera falsità e pruderie abusive mirando, con un aumento esponenziale rispetto alla portata del fatto, all’amplificazione propagandistica e sensazionalistica del privato per nascondere ciò che conta davvero: l’analisi del programma politico di Macron. Il fatto è esempio di analfabetismo mediatico, ovvero l’incapacità e l’impoverimento degli strumenti culturali con cui ci si approccia al dato politico, all’esame costruttivo dei contenuti programmatici. Quando non si conosce, cosa si fa? Si distrugge con l’invenzione. L’abitudine a ragionare secondo tipologie non tiene conto inoltre di una valutazione: ogni storia d’amore è un caso a sé, con le sue vicissitudini, implicazioni, vissuto personale, psicologia dei soggetti.  “Se tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”, diceva Lev Tolstoj nell’incipit di Anna Karenina, ragion per cui se mai in questa relazione ci fosse distonia di qualsiasi tipo, lo sarà non per pregiudizio, ma per motivazioni ben più profonde del nostro vizio di spiare dal buco della serratura i letti altrui. Spesso, a dire il vero, tanto accanimento e curiosità morbosa nascono dal fatto che i nostri letti sono vuoti, e le lenzuola non disfatte. Preoccupiamoci dei talami vuoti, sono così belli quelli stropicciati di chi sta insieme da dieci anni.Pare strano, inoltre, che questa forma di “gerontofobia” provenga da un pubblico femminile. Abbiamo lottato, ci siamo evolute per vederci riconoscere il diritto di non essere più sessualmente ed emotivamente subordinate a un uomo. Abbiamo battagliato contro la dittatura della bellezza e della giovinezza ad ogni costo, contro il predominio della taglia 38 e implorato il ritorno della bellezza curvy. Ora è così difficile comprendere come a sostenere e strategizzare con intelligenza la vita e l'immagine pubblica di uomo siano realmente capaci in poche. L’asimmetria, in questo caso di età, spiazza, perché non è pacificante. Fa intravedere che in una relazione possa esserci altro, capace di tracciare nuove vie alla durata di un rapporto, e al suo senso. Che il concetto di tempo, oltre che fisico, è mentale e intellettuale. A 39 anni mentre  il giovane europeo medio si svezza dall’ Erasmus, Macron concorre per la presidenza francese. Brigitte è una Diotima: essere non giovane non significa necessariamente essere vecchia. In termini logici, fra "giovane" e "vecchia" c'è una relazione di contrarietà e non di contraddittorietà. L’amore, qualora ci sia, è un processo di emancipazione che sublima il bello (fisico) al bene e alla felicità nell’appagamento di una progettualità elevatissima. Gli amori muoiono quando non tendono più all’immortalità dei loro progetti. Il processo di fecondità all’interno di una relazione si esprime nell’istinto di procreazione non solo fisica ma anche intellettuale.Ecco perché la coppia Macron–Trogneaux funziona. Perché lei ha creato il progetto “Macron”, è stata la base formativa, intellettuale di un piano politico culturalmente identitario ai valori europei sottratti ad un linguaggio populista. Perché a sbottonarci la camicetta e a sfilare via una gonna siamo brave tutte, a costruire l’immagine politica di un uomo sono capaci in poche.E quelle poche arrivano dove vogliono, pure all'Eliseo a braccetto con un ragazzo più giovane e belloccio.

 

 

01-05-2017 | 18:25