Letteratura

Le parole che precedono il suicidio

Gabriele Tinti ha riunito nel libro "Last words" (Skira) una serie di biglietti d’addio, lasciati da persone che hanno scelto la strada del suicidio. Documenti, trovati sui giornali o nei verbali di polizia, scritti durante gli istanti che hanno preceduto il momento fatale. Ad essi l’autore ha accostato le fotografie scattate nella morgue da Andres Serrano. Perfettamente composte e altrettanto laceranti.

18-10-2016 | 18:49

Ulisse nel mar Baltico?

La guerra di Troia? I viaggi di Ulisse? Una saga ambientata nel mar Baltico, in zona artica. L’idea, a prima vista bizzarra, è figlia di una storia curiosa e, dopo vent’anni e non poche ironie e contestazioni, è presa talmente sul serio che vari studiosi la stanno valutando attentamente. L’ideatore e sostenitore tenace di questa proposta, non è un archeologo o un filologo classico; è un ingegnere. Si chiama Felice Vinci.

30-06-2016 | 09:54

La Brexit e Joyce: cos'è una nazione?

Da oggi 24 giugno 2016, il Regno Unito non è più in Europa. La Gran Bretagna rischia forse di diventare più “grande”, o di perdere del tutto la qualifica stessa di “grande”. Come ha affermato il lucidissimo Professor Michael Dougan (Università di Liverpool), pretendere di capire cosa succederà ora è pura illusione. E su questo James Joyce ci aveva già detto qualcosa.

24-06-2016 | 14:48

La vita nell'abbecedario

“Il romanzo è l’unico genere letterario in divenire e ancora incompiuto”. Così profetizzava molti anni fa – eravamo ancora nel “secolo breve” - un grande studioso come Michail Bachtin. Ora, la pregevole originalità dell’esperimento letterario di Tito Pioli, libraio antiquario che da tempo ha aperto anche un vivace blog letterario, sembra offrirne una nuova, sorprendente conferma. Titolo: "Alfabeto mondo".

01-01-2016 | 22:39

Alla morte bisogna arrivarci vivi

"L'altra mammella delle vacche amiche" (Marsilio) è il titolo dell'ultimo libro di Aldo Busi. Un libro da leggere per tanti motivi. Primo perché Busi è uno dei più grandi scrittori viventi. Secondo perché viviamo nella società dell’immagine, e, come scrive lui, “una civiltà costruita sull’immagine che soppianta la parola scritta o è una civiltà interrotta o una estinta”. Terzo perché la qualità di questa scrittura ha pochi eguali nel mondo.

27-12-2015 | 16:40

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