Stile

Abbasso i tovaglioli di carta, viva Huysmans

All’Harry’s Bar di Venezia per pagare la lavanderia Arrigo Cipriani spende, ogni anno, una cifra che potrebbe comprarci un appartamento o quasi, però tovaglie e tovaglioli sono sempre di lino, estate e inverno. E non di carta meschina come in molti altri bar. Perché, come insegnava Huysmans, Dio è nei dettagli.

20-06-2017 | 13:11

Bretelle sì, cintura no

Torna il dizionario dell'eleganza di Tommaso Pandolfo-Fanchin. Oggi parliamo di bretelle. Come, quando e perché idossarle.

La vera storia del cocktail Negroni

Firenze, anni 10 del ‘900, presso la drogheria e profumeria Casoni (poi Giacosa, dal 1932) di fronte al palazzo Rucellai Navone, s’arrabatta dietro al bancone il giovane Fosco Bruno Sabatino Scarselli, barman reduce dalle trincee della prima guerra mondiale. Cliente abituale del Caffè Casoni è il conte Camillo Negroni. E insieme inventeranno una leggenda.

31-05-2016 | 16:15

Susan dallo spacco alto (e scollatura bassa)

Il can-can di pro e contro in merito all'abito indossato a Cannes da Susan Sarandon scomoderebbe anche Durrenmatt con l'adagio: “La verità esiste solo nella misura in cui la lasciamo in pace”. La ricerca spasmodica di cosa sia giusto o sbagliato declassa all'umorale il giudizio. Il mito di Susan è morso dalla curiosità, dal vilipendio facile come dalla consacrazione del senso del giusto ad ogni costo, sempre e comunque. Ma il mito, quello vero, ha le sue varianti.

17-05-2016 | 12:55

Ti amo poi ti odio poi ti amo

Già cantante e attrice, Jane Birkin passa dal topless di Blow-Up di Antonioni all’accesissima interpretazione di “Je t'aime... moi non plus” insieme al compagno Serge Gainsbourg. La trasgressione di coppia non sta nell’ardito del progetto musicale (scomunicato dal Vaticano) quanto nell’inattualità geniale dei suoi riferimenti artistici rispetto all’andazzo del momento: il cinismo melanconico e francese di Serge mescolato alla semplicità dello stile di Jane.

04-05-2016 | 10:05

Provaci ancora, Michelle

Il 2016 è un anno importante per l’America, si segna definitivamente il consolidamento della funzione politica degli outfit in giallo di Michelle Obama. La first lady del riciclo e del low cost, delle gonne a fiori, delle fantasie geometriche, degli scacchi bianchi e rossi, dei pastellati e del color calendula ci ricorda che dal messaggio di forza e solarità si può approdare a quello della confusione.

05-04-2016 | 00:35

Pagine