Storie

La ribellione dei giovani spiegata a E.T.

"Questi sparano, non fanno lotte coi cuscini!". Se un extragalattico, in grado di leggere e capire varie lingue europee, atterrasse oggi su questo sventurato pianeta e facesse una rapida rassegna di giornali e notiziari tv, si convincerebbe che le nostra società hanno due ordini di nemici: i musulmani, in particolare arabi, e i nostri stessi figli, i nostri alieni.

09-06-2015 | 13:49

Il Paradiso a portata di clic

Quando Napoleone inventò e introdusse in tutta Europa le anagrafi non pensava certo alla salvezza delle anime dal supplizio eterno. I pesanti libroni impolverati negli archivi, infatti, oggi possono anche portare in paradiso coloro che in terra furono lontani da Dio. Sempre per chi ci crede, si intende. E i mormoni ci credono.

19-05-2015 | 13:23

Il male era inevitabilmente femmina

"Fra tutte le eresie, la più grande è quella di non credere nelle streghe e con esse nel patto diabolico e nel sabba". Così recita il Malleus Maleficarum (ossia Il martello delle streghe), una sorta di sistematico manuale sulla stregoneria, partorito nel Medioevo da menti ossessionate dal maligno. E soprattutto dalle donne.

12-05-2015 | 12:51

Cosa intendiamo per tolleranza?

Il termine “tolleranza” è ormai abusato, e così facendo c’è il grosso rischio di incorrere nella perdita di senso. Il padre del liberalismo classico, il filosofo John Locke, sviluppa il suo pensiero immerso nel pluralismo conflittuale avviatosi con la Riforma protestante in Europa. Ma la questione è antichissima.

31-03-2015 | 12:29

La morte di Nimrud è la morte della civiltà

Uno dei primi grandi viaggiatori nella nostra letteratura è stato Gilgameš, la cui Epopea è un testo antichissimo che ha probabilmente più di quattro millenni. Precede l’epica omerica, il Ṛgveda, le Upanishad e i grandi filosofi cinesi. Nella stessa zona in cui vennero ambientate le gesta del grande Gilgameš, della stessa storia millenaria fanno parte le statue e i siti archeologici che sta distruggendo l’Isis. Nimrud distrutta non lascia soltanto una grande rabbia, ma anche una profondissima tristezza, il sentimento tragico che si prova nel vedere una mancanza irreversibile.

07-03-2015 | 00:40

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