Luca Fontana

La signorina cuori infranti
Luca Fontana
Luca Fontana, drammaturgo e traduttore, in questa rubrica metterà alla berlina tutti i luoghi comuni della cultura e del costume italiano. Senza risparmiare i mostri sacri. E lo fa senza parlare, pensando. Attraverso i "flussi di coscienza" di una rasatura mattutina.

Quella tela chiamata Gioconda

Come attorno al corpo mistico del santo defunto, migliaia di camerine digitali e telefonini – nell’era del digitale le foto non sono più proibite nei musei – si alzano sopra il moto ondoso di teste a immortalare per amici e parenti a casa quelle di maggior valore totemico. Un miracolo si produce nella stanza della Gioconda – da qui la mia gratitudine. E vi spiego perché.

30-06-2015 | 16:10

Il vizio rende omaggio alla virtù

L'ipocrisia è presente nella nostra vita quotidiana. In ogni momento. Ma la sappiamo davvero riconoscere?

Un nefasto Don Chischiotte

Cosa dovrebbe vedere, se avesse occhi, l'italiano di buoni sentimenti politici, ossia l'italiano che non vada a Cuba per fare sesso? Un paese stremato da mezzo secolo di gestione economica demente e sgangherata. Però, nel giorno del suo settantatreesimo compleanno, mi sono ritrovato, con mia sorpresa, a gridargli: "Fidel, amor de mi juventud, feliz cumpleaño".

27-11-2016 | 11:45

Aspettando invano il corriere

La barba da fare. I pensieri che corrono. E il corriere che non arriva con i libri. Perché in Italia...

Il poeta e il suo assassino

Pasolini sosteneva che lo spirito degli italiani era stato guastato dalle seduzioni del capitalismo borghese. Un tema fisso per la cultura del dopoguerra. Ma populista per Luca Fontana.

Questa sì che è Traviata

Traviata è un’opera non in costume. Così la voleva Verdi alla prima, nel 1853, alla Fenice di Venezia. Così rifiutarono di eseguirla i cantanti, che pretesero di andare in scena con ridicoli costumi di un improbabile XVII secolo, vera e propria rimozione censoria, in ogni senso. Mancò quindi, al debutto, l’impatto di un’apertura trionfante.

29-10-2015 | 18:11

Uomini come polli (da batteria )

I polli, come si sa, se scoprono una piccola ferita in un compagno di prigionia, cominciano a beccarlo in quel punto sino a scavargli piaghe in corpo divorandoselo poco a poco. Anche i bancari, gli impiegati, nel proprio gruppo hanno sempre uno che svolge il ruolo di buffone e vittima predestinata. Le conversazioni sono spesso di questo genere. «Di’ su, perché non vai in palestra, con quella pancia che hai?!». E tutti a ridere.

07-09-2015 | 11:34

Il colpevole è sempre il treno

Se il treno è in ritardo si dice "ha maturato un ritardo di...". Se in taxi non arriva è "l'attesa che si protrae...". Le cose hanno volontà maligne contro di noi? O è il residuo di un animismo tipicamente italiano?

Menu con l'articolo e nuova cafocrazia

Odio i ristoranti con l’articolo. Che vuol dire? Semplice, sono quelli sul cui menu non troviamo il nome del piatto che vorremmo mangiare – che so, Coda alla vaccinara – ma lunghe descrizioni del tipo: La piccatina su un letto di squame di sirena e rucola, o Il filettino di criceto glassato in aceto balsamico e cacao amaro. Insomma odio quella nuova ristorazione italiana, emersa passo passo con la nuova cafocrazia che ci domina.

30-07-2015 | 10:17

La ribellione dei giovani spiegata a E.T.

"Questi sparano, non fanno lotte coi cuscini!". Se un extragalattico, in grado di leggere e capire varie lingue europee, atterrasse oggi su questo sventurato pianeta e facesse una rapida rassegna di giornali e notiziari tv, si convincerebbe che le nostra società hanno due ordini di nemici: i musulmani, in particolare arabi, e i nostri stessi figli, i nostri alieni.

09-06-2015 | 13:49

Do iu spic inglisc?

«Abbiamo avuto pessimi insegnanti». Verissimo, sono gli stessi, o una continuazione degli stessi, che ho avuto anch’io. Ma le sei lingue che parlo, leggo e scrivo le ho imparate per volontà di comunicazione, curiosità e conoscenza. Le ho imparate vivendo, leggendo, scrivendo, viaggiando e trombando. Per volontà, o forse meglio, per intenso fisico piacere di conoscere il vasto e splendido mondo.

05-01-2015 | 20:30

Vite fuori dal coro

Maverick è una parola americana. Alla lettera vuol dire vitello non marchiato. Con felice metafora, applicato agli uomini, maverick significa chiunque, mal sopportando l’appartenenza forzosa a branchi umani costituiti, si crea una sua esistenza indipendente, e, soprattutto, una sua cultura, spesso variegata e ricca, al di fuori delle didattiche di branco.

08-12-2014 | 19:48

Quelle tristi lacrime televisive

Ci sono italiani che non piangono. Che non piangono per tv, intendo. Madri, padri, fratelli, sorelle di persone rapite, la cui vita è a forte rischio, che evitano il più possibile di apparire per televisione. E se questo accade, non lacrimano, non urlano, non sventolano tricolori, non si inginocchiano, non singhiozzano tra le braccia di ministri. E non supplicano, alternativamente, la Madonna e padre Pio.

17-09-2014 | 14:03

Contro "cioè" e "praticamente"

Sono sopravvissuto alla «misura in cui», grazie al cielo defunta. Ho resistito, intatto nella mente ma desolato nel cuore, alla lebbra del «cioè». Ma credo che soccomberò alla metastasi del «praticamente». «Praticamente io sono di Milano, ma praticamente cioè...» – il «cioè» ritorna e si agglutina a «praticamente» – «vivo praticamente a Rho».

22-08-2014 | 10:08